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Maurizio Santoloci

Se dovessimo pensare a un uomo di Giustizia con la G maiuscola, uno dei primi nomi a venire in mente dovrebbe essere quello di Maurizio Santoloci. Eppure, come troppo spesso accade, onestà e trasparenza non si sposano con la notorietà

Per chi non lo conoscesse, Santoloci era un magistrato di Cassazione che negli ultimi anni aveva ricoperto il ruolo di Gip e giudice monocratico per il tribunale di Terni. Durante la sua carriera, ha consigliato diversi ministeri per l’Ambiente, non come un semplice incarico, ma come una missione di vita. Ha dedicato la sua vita ai crimini ambientali, membro della Commissione per la revisione del Testo Unico e dell’Osservatorio, e docente presso le Scuole nazionali del Corpo forestale.

Recentemente, era stato nominato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite connesse, criticando spesso le “maglie larghe” della giustizia nostrana. La tutela dell’ambiente, la difesa della dignità degli animali e il contrasto alla criminalità organizzata erano molto più di una professione per lui. Erano una battaglia, condotta con un approccio concreto, essenziale e trasparente, evitando di perdersi “fra le pieghe di codici e codicilli”, come amava sottolineare.

Uomo disponibile e generoso, era sempre in prima linea, con coraggio e dedizione, per i diritti dei disabili e in difesa dei più deboli. Una persona perbene, prima ancora di essere un giudice esemplare.

Ieri, Santoloci si è spento a soli sessant’anni. Ma il coraggio delle sue scelte e la luce della sua onestà continueranno a illuminare il cammino degli uomini di giustizia di oggi e di domani.

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