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Nicola Tudisco

Nicola Tudisco, presidente dell'Associazione "La Casa di Andrea", ha dedicato la sua vita ad aiutare i bambini con gravi patologie

La storia inizia nel 2007, ma le sue radici risalgono al 1992, quando il figlio Andrea, un bambino estroverso e socievole, viene diagnosticato con leucemia linfoblastica. Durante il lungo ricovero presso l’ospedale “Bambin Gesù” di Roma, Andrea e la sua famiglia entrano in contatto con tanti altri bambini provenienti da tutto il mondo, costretti a lasciare i propri paesi per ricevere cure. Nonostante la gravità della sua malattia, Andrea si sente fortunato rispetto agli altri bambini. Un giorno chiede alla madre Fiorella di aiutare la famiglia di un bambino nel letto accanto al suo. La madre di quel bambino dormiva su una sedia a sdraio da mesi. Fiorella decide di offrirle un gesto semplice ma importante: “Io sto qua con tuo figlio, tu va a casa mia, fatti una doccia ed una dormita che al bambino penso io, come fosse Andrea.”

Questo gesto di solidarietà accende qualcosa nei cuori di Fiorella, Nicola e Andrea. Sentono il bisogno di aiutare altre famiglie in difficoltà. La loro casa diventa un punto di accoglienza per genitori e piccoli ricoverati. Con l’aiuto di amici e parenti, mettono a disposizione le loro case, creando una rete di solidarietà informale e silenziosa.

Nel 1997, Andrea si arrende alla malattia, morendo a soli dieci anni. Devastati dal dolore, Fiorella e Nicola trovano la forza di andare avanti leggendo una frase scritta da Andrea: “Quando gettate un seme ricordate che quel seme è una vita e non deve andare perduta, allora per fare una buona azione, non dovete gettarlo, ma seminarlo e curarlo, vedrete crescerà.” Da queste parole nasce l’ispirazione per continuare il progetto. Con l’aiuto degli amici di Andrea, creano il Comitato che diventerà l’Associazione di Volontariato “Andrea Tudisco” Onlus.

Nicola trova nel progetto la sua ragione di vita. Con una parrucca arancione e un naso rosso, offre da anni un servizio di clownterapia negli ospedali, regalando sorrisi ai bambini ricoverati. Ha trasformato il dolore per la perdita del figlio in una spinta di generosità verso gli altri, ridando speranza a centinaia di bambini in momenti difficili.

Nicola se ne è andato ieri, a soli 63 anni. Non riempirà le prime pagine dei giornali né sarà celebrato sui social media. Non avrà funerali di Stato né servizi televisivi. Eppure, per noi, Nicola è un eroe, uno di quegli eroi che meritano di essere raccontati. Una persona straordinaria che ha lavorato nell’ombra, spinta unicamente da un profondo senso di altruismo. Un eroe su cui, almeno oggi, sarebbe giusto accendere un piccolo riflettore.

Grazie, Nicola.

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