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Asier de la Iglesia

Asier de la Iglesia, 35 anni, è un giocatore di basket spagnolo di due metri di altezza che ha raggiunto un traguardo straordinario nonostante la sclerosi multipla. Operaio di professione, Asier ha sempre dedicato anima e corpo alla sua grande passione per il basket, dividendo la sua vita tra lavoro e allenamenti

A 29 anni, Asier ha iniziato a sentire un dito “addormentarsi”. Inizialmente ha ignorato il sintomo, ma il formicolio si è esteso a tutta la mano e poi alla gamba, portando alla diagnosi di sclerosi multipla, una malattia neurodegenerativa. Nonostante la diagnosi, Asier non ha mai nascosto il suo stato di salute e ha continuato ad allenarsi, anche se per quattro anni nessuna squadra lo ha voluto.

Con una forza di volontà straordinaria, Asier ha iniziato a collaborare con centri per persone con disabilità mentali e si è unito a un’associazione spagnola per la sclerosi multipla. Qui è diventato formatore per ragazzi con difficoltà motorie, ha tenuto discorsi e organizzato incontri per raccogliere fondi per la ricerca.

Nel frattempo, l’Ordizia, una squadra di quarta serie nazionale, ha premiato il suo impegno ingaggiandolo per la stagione 2017/2018. Asier ha dimostrato il suo valore, viaggiando a una media di 17 punti e 13 rimbalzi a partita, numeri che lo hanno reso il miglior giocatore della lega EBA.

Il 20 maggio 2018, la storia di Asier è diventata una favola. In occasione dell’ultima partita di campionato della Liga Endesa, il San Sebastian Gipuzkoa lo ha ingaggiato, rendendolo il primo giocatore con sclerosi multipla a raggiungere la massima categoria del basket spagnolo. Ha esordito contro lo Joventut, giocando per 2 minuti e 36 secondi. Nonostante i dolori che lo hanno costretto a rientrare in panchina senza segnare, Asier ha puntato i riflettori dell’intero Paese sulla lotta alla sclerosi multipla.

Davanti alle telecamere, Asier ha spiegato il segreto della sua determinazione con una citazione ispiratrice: “Non serve aspettare che la tempesta passi, basta imparare a ballare sotto la pioggia”.

Grazie, Asier, per aver dimostrato che con passione e determinazione, ogni traguardo è raggiungibile.

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