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Ambrogio Iacono

Ambrogio Iacono: il professore eroe durante la pandemia e la lotta contro il precariato

Ambrogio Iacono, un docente di 52 anni originario di Ischia, è diventato un simbolo di dedizione e coraggio durante la pandemia del 2020. Insegnante precario presso l’Istituto Alberghiero Telese, Ambrogio contrasse una grave forma di Covid-19 che lo portò al ricovero ospedaliero per una brutta polmonite. Nonostante la sofferenza e lo smarrimento, decise di non abbandonare i propri studenti, già provati dal difficile periodo.

Dall’ospedale, con un ventilatore polmonare a supporto, continuò a impartire lezioni attraverso la didattica a distanza. Il suo gesto, tanto semplice quanto toccante, attirò l’attenzione a livello nazionale. L’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo menzionò in un tweet, venne invitato al programma Rai “Nuovi Eroi” e, infine, ricevette la nomina di Cavaliere al Merito della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella.

Tuttavia, a quattro anni di distanza, Ambrogio è ancora alle prese con il precariato. Nonostante tre concorsi vinti, l’onorificenza e il riconoscimento pubblico, il “professore eroe”, come venne soprannominato dai media, continua a spostarsi di scuola in scuola e a partecipare a vari bandi per insegnanti. Questa situazione evidenzia una contraddizione sistemica nella valutazione dei meriti in ambito lavorativo.

Mosso da profonda frustrazione, Ambrogio ha deciso di scrivere direttamente al Presidente Mattarella, esprimendo la sua delusione e la sua passione per l’insegnamento. Nella lettera, che condividiamo appieno, Ambrogio afferma: “Caro Presidente, purtroppo sono ancora precario, ma la passione per quest’attività mi spinge a fare di tutto per cercare di entrare come effettivo e, in particolar modo, ho già superato con successo ben tre concorsi”.

Ambrogio si chiede come il valore di un titolo come il Cavalierato al Merito della Presidenza della Repubblica non possa essere riconosciuto come elemento discriminante in ambito lavorativo. Evidenzia il paradosso di un paese come l’Italia, dove vengono riconosciute come premianti solo le medaglie al valore militare, trascurando l’impegno civico, sanitario e familiare. Conclude sperando che il 2024 sia un anno ricco di italiani disposti a distinguersi nell’altruismo, nel lavoro quotidiano e nella generosità verso il prossimo.

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