Nel pomeriggio di giovedì 4 giugno 2026, un partecipato flash mob organizzato da Io Sono Una Persona Per Bene, ha animato la stazione ferroviaria di Terni. Cittadini, esponenti politici, lavoratori, studenti e rappresentanti dei comitati dei pendolari, hanno partecipato per esprimere e affrontare il disagio quotidiano causato da treni soppressi, ritardi sistematici, coincidenze mancate e tempi di percorrenza incompatibili con una normale organizzazione della vita personale e lavorativa.
L’iniziativa si inserisce nella più ampia cornice di riflessione avviata dall’Associazione Io Sono Una Persona Per Bene presieduta da Sauro Pellerucci, sul tema della mobilità e della cosiddetta “Linea Lenta Unitaria”, definizione che sottolinea il carattere diffuso e interregionale del fenomeno: un disagio che attraversa senza distinzioni lavoratori e studenti di diversi territori del Centro Italia, accomunati dalla medesima marginalizzazione infrastrutturale.
Il flash mob non si è configurato come una semplice protesta contro i disservizi ferroviari, ma come una mobilitazione civile per rivendicare il diritto alla mobilità e denunciare il progressivo arretramento e isolamento infrastrutturale dell’Umbria e dell’intera Italia centrale. Se le grandi direttrici di sviluppo del Paese sono sempre più orientate verso le tratte ritenute economicamente più redditizie, le aree interne sono invece penalizzate, restando escluse da investimenti strutturali adeguati.
È emerso con chiarezza come la radice del problema risieda in una duplice criticità. Da un lato, pesano le croniche carenze infrastrutturali che caratterizzano l’Umbria e il Centro Italia; dall’altro, l’incremento significativo dei treni ad alta velocità sulla direttissima Orte-Roma ha determinato lo spostamento sulla linea lenta dei convogli destinati al traffico locale e di uso quotidiano. Il risultato è un differenziale destinato ad aggravarsi: mentre le tratte più lunghe e remunerative guadagnano in velocità e competitività, quelle meno redditizie riservate al trasporto pubblico su ferro subiscono ulteriori rallentamenti.
Le conseguenze non si ripercuotono soltanto sulla qualità della vita di migliaia di persone che quotidianamente utilizzano il trasporto ferroviario, ma anche sulla complessiva capacità di tenuta dei piccoli e medi centri dell’Italia centrale, in particolare sulla possibilità di attrarre investimenti, di contrastare lo spopolamento e di mantenere vivi i tessuti produttivi e culturali.
“Questo flash mob è un’iniziativa di civiltà, perché intende difendere la possibilità di vivere nelle zone periferiche e preservarne l’attrattività, attraverso un efficiente servizio di trasporto su ferro. La ferrovia deve tornare a essere un mezzo a beneficio dei territori e dei cittadini; l’esclusiva ricerca del profitto non può pregiudicare la crescita e la coesione dell’Italia centrale”, ha commentato Pellerucci.
Presenti ieri alla stazione di Terni anche Francesco De Rebotti, Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Politiche del Lavoro, Mobilità, Trasporti e Infrastrutture, Laura Pernazza, Consigliere regionale Assemblea Legislativa Regione Umbria, Marco Celestino Cecconi, Consigliere del Comune di Terni e il deputato Virginio Caparvi, Sindaco di Nocera Umbra.
La mobilitazione ternana ha evidenziato la necessità di costruire un fronte comune civile per promuovere un nuovo equilibrio tra alta velocità e trasporto pubblico su ferro nel Centro Italia, con l’obiettivo di garantire il diritto alla mobilità e sostenere lo sviluppo dei territori. Un impegno che continuerà attraverso i prossimi flash mob già annunciati dall’associazione Io Sono Una Persona Per Bene in altre città.
Info: info@iosonounapersonaperbene


