Si definisce un “supereroe della mutua”, ma il suo potere non è quello di volare o affrontare nemici immaginari. Non indossa maschere e non cerca riconoscimenti: la sua missione nasce da un gesto concreto, quello di restituire valore alla comunità attraverso la coltivazione e la condivisione.
Non sottrae qualcosa a qualcuno per aiutare chi è in difficoltà. La sua scelta è diversa: piantare.
In un periodo in cui sempre più persone incontrano difficoltà nel sostenere le spese quotidiane e spesso devono rinunciare a frutta e verdura fresche, nasce l’idea di creare spazi verdi accessibili a tutti. Orti diffusi dove coltivare prodotti della terra e lasciarli gratuitamente a disposizione di chi ne ha bisogno.
Dietro questa iniziativa c’è un uomo di 49 anni che abita nella zona di Vigevano. La sua identità rimane nascosta perché preferisce lavorare lontano dai riflettori, spesso durante le ore notturne, mantenendo intatto il carattere misterioso che ha accompagnato il suo progetto fin dall’inizio.
Gli appezzamenti utilizzati per coltivare, però, non appartengono a lui.
Sono spazi della collettività.
“È un po’ come essere un eroe senza terra – racconta –. Se le verdure sopravvivono, chiunque può raccogliere i frutti. E se qualcuno vuole dare una mano, può strappare un po’ di erba o buttare un po’ d’acqua”.
La prima esperienza prende forma in un terreno vicino al cimitero di Vigevano. Qui arrivano le prime coltivazioni: pomodori, cetrioli, zucchine e anche un melone, tutti nati da piccoli semi con un obiettivo molto più grande della semplice produzione agricola.
Successivamente il progetto inizia a ricevere il sostegno di molte persone. Arrivano semi, piantine e messaggi di cittadini che scelgono di affidargli ciò che non possono più curare.
Tra questi c’è Amelie, che prima di trasferirsi decide di consegnargli alcune sementi accompagnate da un messaggio: “A settembre non avremo più lo spazio per fare l’orto. Fanne buon uso”.
Piantaman accoglie quei semi e li mette davvero nella terra. Perché ogni pianta può trasformarsi in un’opportunità per qualcun altro.
Con il passare del tempo l’iniziativa si amplia e nasce anche una postazione accessibile ogni giorno dalle 8 alle 20. Qui le persone possono lasciare frutta e verdura oppure raccogliere ciò che serve. Le consegne avvengono soprattutto durante la notte, mentre nelle ore diurne lo spazio resta disponibile per la comunità.
Il progetto, però, non riguarda soltanto il raccolto.
Piantaman propone anche di recuperare i semi della frutta e degli ortaggi consumati, separarli, lasciarli asciugare e riportarli alla terra. Un gesto semplice che permette a ogni seme di diventare il punto di partenza per una nuova crescita.
L’attenzione si estende poi anche al mondo dei fiori e delle piante ornamentali. Bulbi, aloe, specie da recuperare e piccoli angoli urbani vengono coinvolti in un percorso di riqualificazione verde capace di rendere gli spazi più accoglienti.
Da maggio in avanti cresce la partecipazione e sempre più persone scelgono di contribuire a questa iniziativa fatta di cura, collaborazione e rispetto per l’ambiente.
“Non dobbiamo dimenticare che i cittadini comuni hanno contribuito alla costruzione di tantissime opere: chiese, teatri, scuole, ospedali – spiega Piantaman –. Oggi sembra una stranezza, ma la nostra storia ne è piena. Ognuno può avere un ruolo importante per il benessere di tutti”.
Nel frattempo qualcuno ha tentato di replicare il progetto utilizzando anche il suo stesso nome.
Ma, come accade nelle storie dei supereroi, l’originale resta uno solo.
Piantaman rappresenta un esempio di solidarietà, attenzione verso gli altri e partecipazione collettiva. Una dimostrazione che anche un gesto apparentemente piccolo può generare un cambiamento importante: a volte è sufficiente piantare un seme per far nascere qualcosa di grande.