Una serata dedicata al valore della conoscenza, della solidarietà e dell’impegno civile, nella convinzione che il bene possa diventare contagioso attraverso l’esempio di chi trasforma le proprie ferite in un gesto di speranza per gli altri.
È questo il senso de “Il gusto del bene”, l’evento promosso sabato 25 luglio a Tricase Porto dall’Associazione Io Sono Una Persona Per Bene e dal Rotary Club Tricase – Capo di Leuca, con il patrocinio della Città di Tricase.
La manifestazione, condotta dal giornalista Lorenzo Zito de Il Gallo, si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco Antonio De Donno. Il primo momento della serata ha visto protagonista la giornalista e autrice di bestseller Eliana Liotta, firma del Corriere della Sera, in dialogo con Gina Morciano, pediatra, genetista e vicepresidente del Rotary Club Tricase – Capo di Leuca. Al centro il volume La mente radiosa (Sonzogno), scritto con la neuroscienziata Michela Matteoli, nel quale l’autrice ha ricordato come la salute del cervello sia strettamente legata alla qualità delle relazioni e alla pace, elementi che la scienza riconosce oggi come determinanti per il benessere della persona.
Una riflessione che ha trovato un naturale sviluppo nella seconda parte della serata, dove il tema del benessere della persona si è ampliato fino a comprendere quello della comunità e del bene comune. Protagonista è stato Sauro Pellerucci, founder di Pagine Sì! Digital Human Company, scrittore e presidente dell’Associazione Io Sono Una Persona Per Bene, che, dialogando con Mario Carparelli, filosofo e presidente del Rotary Club Tricase – Capo di Leuca, ha presentato il suo libro Il mondo delle persone per bene.
Uno dei momenti centrali della serata è stato proprio il conferimento del Premio “Io Sono Una Persona Per Bene” ad Antonio Guida, chef originario di Tricase che oggi firma la cucina del ristorante Seta del Mandarin Oriental Milano, tra le più prestigiose destinazioni dell’alta ospitalità internazionale, premiato con due stelle Michelin.
La motivazione del premio – «Per aver trasformato l’amore per Viola in un seme di speranza» – racconta una storia che va ben oltre i riconoscimenti gastronomici. È il tributo a un padre che ha saputo trasformare il dolore in responsabilità, facendo nascere da una vicenda personale un progetto capace di sostenere la ricerca e offrire speranza a tante altre famiglie.
Accanto all’attività di chef, infatti, Antonio Guida promuove i pranzi solidali “A Casa di Antonio” e, insieme alla moglie Luciana, ha dato vita a Fiori Rari, il fondo filantropico nato per sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare e le famiglie che ogni giorno convivono con queste patologie.
Profondamente commosso nel ricevere il premio, Guida ha condiviso con il pubblico la storia della figlia Viola. «Quando, a dieci mesi, a nostra figlia è stata diagnosticata una malattia genetica rara, è stato come se ci fosse scoppiata una bomba in casa. Ma da quel momento abbiamo deciso di trasformare quel dolore in un gesto d’amore che potesse andare oltre la nostra famiglia. Abbiamo trovato la forza di rialzarci e di piantare un seme di speranza, non solo per Viola, ma per tutti i bambini affetti da malattie genetiche rare.»
Guida ha quindi ripercorso la nascita di Fiori Rari, il fondo filantropico dedicato alla ricerca sulle malattie genetiche rare «Ci siamo affidati al professore che segue la nostra Viola, che ci ha suggerito di aprire un fondo. Così è nato Fiori Rari. La ricerca è fondamentale per queste malattie e, se c’è una cosa che ho imparato, è che quando si ha bisogno di aiuto non bisogna avere paura di chiederlo. Bisogna aprirsi agli altri, perché è insieme che si riesce a costruire qualcosa di importante.»
Parole che hanno emozionato il numeroso pubblico – nel quale era presente anche il vicedirettore del Corriere della Sera Venanzio Postiglione – e che incarnano pienamente lo spirito di Io Sono Una Persona Per Bene, impegnata a valorizzare storie e persone che, attraverso il proprio esempio, contribuiscono a rendere migliore la società.
Il Premio ha voluto così riconoscere una testimonianza di umanità e di impegno sociale, capace di trasformare una vicenda personale in un progetto di speranza condivisa.






